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Tu mi chiedi se sono geloso
*Poesia nella quale il poeta sfida la sorte a morra utilizzando la femmina come montepremi
Tu mi chiedi se sono geloso
lo sono.Se tu vai a fare le cose di sessualità con altri
infilare pezzi di carne altrui
dentro le nostre cose
a me va bene.Anzi
se mi vuoi proprio bene di amore estremo
devi provarli tutti gli uomini
gli uomini che non sono io
i belli, i brutti, i vecchi
e anche i morti.Puoi suddividerli per annate o per colore dei capelli
e provarli in successione
farci delle vite di prova e presentarli ai tuoi genitori
o ai tuoi genitori di prova
inventati loro pure per una genealogia sperimentalepuoi farti portare dei fiori
dai vecchi, dai belli, dai morti
farti portare dei crisantemi.
Se serve facciamo anche creature di fantasia
e tu le proviuomini di nome giovanni con la faccia e la tristezza di un sebastiano
uomini con zigomi velenosi e panni stesi tra le costole
e con peni a coniglietto
di gomma di cera.Magari fai un foglio excel
e ti annoti tutti gli uomini
e segni di ognuno quanto schifo fa e che ribrezzo
e lo confronti a me che ho il valore non modificabile
nella cella ZY29e bada bene a non tralasciarne nemmeno uno
perché se quello tralasciato tu non lo provi
io sono geloso
gelosissimo
e resto col dubbio
e ti odio per sempreperché tu
chissà che idee stupide potresti farti
della sua ipotetica sessualità
del suo accattivante modo di fare
della sua capacità di stare in mezzo alla gente
e di ascoltarti quando hai da diree magari finisci per farci fantasie notturne e giochi di immaginazione
e sporche polluzioni di modesta felicità
sbagliate, col resto
basate su evidentissimi errori di ragionamentomentre invece
controlla al TK38, allo Z11, al B90
quell’uomo che non ti guarda
vai e provalo e fammi un cenno con le palpebre
sbattile senza che ti veda per farmi capire
quant’è stupido farmi l’amore
dove non sono io.