1. Non dolci baci l’aureo sole sparge
    sulle stille di rosa mattutina
    quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
    la notte rugiadosa alle mie guance.
    Né luna argentea tanto lucente
    in seno a liquido abisso risplende
    quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
    Tu brilli in ogni lacrima che piango;
    e ciascuna è un cocchio che ti porta.
    Tu cavalchi trionfante la mia pena.
    Le mie lacrime gonfie di dolore
    ti mostreranno la tua stessa gloria.
    Ma non amar te stessa, o delle lacrime
    farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
    mia regina, dire quanto vali
    non sanno lingue, o pensieri, mortali.
    — (da “Pene d’amore perdute, W. Shakespeare.”)