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Signori, abbiamo un vincitore.
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Vestitaffé
*Poesia nella quale il poeta si adopera nella costruzione del prespio, notando delle anomalie
C’era questa cosa
del pastore che non trovava la pecora nel presepio,
la cercava da giorni
e niente
buoi,
vergini,
sangiuseppi,
muschi,
niente pecora, quella sua
la Rita, la pecora, quella sua
e arrivò la notte del natale
e lui pastore monco
col canipecora, bianco peloso
il bastone, e niente Rita, la pecora sua
e i re magi coi cammelli e le pelli
tutto preparato e fatto
il pastore angosciato e tardo
scrutava per vedere
la sua mancanza
dietro ai pastori perfetti
ognuno colla sua pecorella
vestitaffé
quando ecco che la vergine
rilasciò il figliolo
e sai chi c’era dietro la culla?
dietro la culla di ceppi e paglia e fieno?
la Rita sua
che s’era messa buona
per vedere da vicino il padreterno piccolo
e lei
che era pecora
guardò il pastore che piangeva scemo e matto
e pensò
che se il padreterno
il padreterno che era una cosa grande e somma di eternità e universi
se il padreterno piccolo poteva andar bene
come esempio
allora pure il padreterno un po’ pecorella
magari
vestitaffé.*Questa cosa è inserita dentro il libriccino Post sotto l’Albero 2009, annualmente approntato dal Sir Squonk, persona di notevole livello. Dentro lo stesso libriccino ci sono tanti altri raccontini che vi invito a leggere al fine di rendervi meritevoli del paradiso bello. Scàricane.
Un figlio non
*Poesia nella quale il poeta progetta cose di riproduzione per iperboli
Farei un figlio adesso
ti giuro
anche da solo per scissione molecolare
come le amebe e i cattivi padri e le nazioni non pacificate
anche brutto cesso
idiota lo farei anche
una fetecchia laida
untofarei un figlio tutto mio
da coccolare non
da baciare e amare non
da nientesolo per chiamarlo
adòttami
geppetto
o comemé.
Quando ci sono io
*Poesia nella quale il poeta stabilisce i turni e, col tempo che gli resta, approfitta per fare orecchie da mercante
Quando ci sono io, dice
non c’è la morte
quando c’è la morte, non ci sono ioma io comunque ci sono quasi sempre
e se mi assento
lo dico al vicino walter
che lascia un foglio sotto allo zerbino
dovesse cercarmi qualcuno
il postino, o la bertolini pacchici lascia un foglietto
con su scritto
non c’è adesso nel momento
per qualsiasi cosacitofonate morte.
La cognizione del dolò
*Poesia nella quale il poeta scopre cose che non dovrebbe e non le denuncia alle autorità competenti ma ci fa cose esistenzialiste fuori moda
Ponte ponente ponte e pì
va bene
ma non credevocioé
ponte ponente
ma pìcazzo, pì
ora prendo un cavatappi
e mi cavo gli occhi
un occhio solo mi caverò, in realtà
così che possa avanzarne uno
per vedere l’altro
cavato
e pensare cazzo pì.E un giorno, quando prenderò l’occhio
nel cassetto delle robe buone
vicino ai bianchenneri e ai cartolini
penserò che ohi ohi quella volta che angoscia e che dolò.Tappe tappe ci dicevamo
tu mi passavi un dito a punta sul naso dell’ultima faccia mia
sugli zigomi a baionetta me lo passavi
tappe tappe sai cosa?Rugia.
Ponte ponente, cazzo e pì,
se almeno io avessi occhi piangenti e potessi vedere le cose deformate dalle gocce
starei lì a pensare quanto son diverse le cose deformate dalle gocce
come pettirossi dietro ai vetri appannati o altre cose finte del genere
e invece
tappe tappe
sai cosa?Mica il tempo, chemmerda, mica il fatto che, no
tappe, tappee a un certo punto
come uno starnuto di un cane
per strada
sotto la pioggia
d’inverno
la nebbia
i pettirossi moribondi
drogati
uno starnuto anche non di un cane,
qualsiasi,rì.
Dirck Bouts (1415-1475) Hell 1450 Musee des Beaux-Arts, Lille (via History of Art:manuscripts,Revelations)
ieri una minuscola vecchina con un enorme ombrello
eravamo fuori dal locale dove avevamo cantato e suonato
e recitato poesie
mi s’ è avvicinata e mi ha detto che lo spettacolo l’era piaciuto
e mi chiedeva se lo rifacevamo il 20 di dicembre
aveva l’ombrello e il bastone
sembrava uno gnomo
pioveva
mi chiedeva se lo rifacevamo il 20 di dicembre lì
le ho detto che sì ma non lì
da un’altra parte
ma lei abitava lì
e poi mi ha detto che le canzoni di natale le mettevano la malinconia
perché era sola e il natale le metteva la tristezza
e io le ho detto anche a me
anche se non era vero
era vecchissima e minuscola
e aveva un ombrello enorme
e un bastone
e pioveva
e le avrei dato un bacio
ma non glie l’ho dato
e l’avrei abbracciata
ma non l’ho fatto
meno male
l’avrei stritolata
tanto era minuscola
e vecchia
e delicata
poi mi ha chiesto se davvero ero caduto in bici in via Milano
spaccandomi la testa
sì, le ho detto
e mi ha chiesto se era colpa dei binari del tram
le ho detto sì, era colpa dei binari
anche se non era vero
bisogna stare molto attenti ai binari del tram, mi ha detto
bisogna stare attenti anche a non mettersi in bici con sette negroni in corpo
avrei dovuto dirle
ma non l’ho fatto
poi se n’è andata sotto la pioggia
era notte tardissima
pioveva
era una vecchina nottambula
con un ombrello più grande di lei
da di lontano sembrava un ombrello che cammina
anche io poi sono tornato
a casa
in bici
sotto la pioggia
con il demonio che mi montava dentro
e un peso sulle spalle
che
mi fossi mai fermato
sarebbi sprofondato al centro
della terra
Manuel Alvarez Bravo Frida Sitting in Front of a Picasso Exhibit 1931