A Chiare Lettere tumblr

"

probabilmente mai

dunque per sempre

"
— 3 settimane fa con 2 note
Tleng

*Poesia nella quale il poeta spara a Juri, in giù, per vedere che fa

Se getti un sasso
in un pozzo
per qualche motivo, non che debba farlo
ma se ti trovi lì
con una pietra
e la getti in un pozzo

per un po’ non succede niente
poi fa toc
se non c’è acqua

splof
se c’è acqua

tleng
se c’è della roba di metallo

e tu
che senza alcun motivo,
in quel sopra di silenzio doloso,
non aspettavi altro.

(Fonte: decubito)

— 3 settimane fa con 2 note
Poesie da decubito: Secchiona di merda →

*Poesia nella quale il poeta interroga gli alunni  ascopo di vessazione

Segnati tutto
le cose che dico, le cose che faccio
le cose che penso, le cose che mangio
scriviti tutto su un blocchetto

duecentosei pagine
scritte in piccolo
un blocchetto coi fogli incollati
sul dorso
che se tiri di più si staccano a pezzi
si spezzano a mezzo
come un mattone

e tu staccali, spezzali
facci cartacce
lasciali in giro come ciuffi di polvere
lascia che gli altri li prendano a calci

e quando hai finito tutto il blocchetto
chiudi gli occhi, concentrati bene
e poi amami a mente
quello che ti ricordi

e se non ti ricordi
mi prendi da parte e mi dici
guarda, questa la so, solo che adesso ho un vuoto di mente
io ti boccio, ti strillo,
ti dico vergogna,

e poi dopo
ripeti l’anno
ti do un nuovo blocchetto
per farti annotare
le cose che faccio, le cose che dico
le cose che spando, le cose che spacco

ma tu, vai tranquilla,
amami a mente
secchiona di merda
tanto lo sai che alla fine
ti boccio.

— 3 settimane fa con 6 note
"e poi l’altra sera un uomo barbuto pelato
dopo avermi ascoltato
mi ha detto:
“bravo ma dovresti essere più ottimista in quel che scrivi”
sarà il natale, ho pensato
che c’è bisogno di ottimismo, di speranza
gli ho anche sorriso
gli ho pure dato
ragione al pelato
poi
mentre mi saliva il muco
mi è salito anche un po’ di cristo insieme al muco
mentre che camminavo verso casa nella neve
camminavo nella neve
anche se non c’era neve
e nel vento e nel freddo
e nei lupi che ululavano affamati magri incazzati
con l’occhio destro macilento di spurgo
perché l’occhio spurga e brucia
e bruciano le labbra di gelo di ghiaccio
e la neve m’arrivava sotto la cintura
e non riuscivo ad avanzare
perché non porto cintura
ma bretelle
e mi sanguinavano i labbri
spaccati, feriti, a brandelli

l’unica era di trovare
una bocca umida calda
dall’effetto emolliente come solo una calda umida morbida bocca sa essere

ma come nelle migliori tradizioni
non c’era alcuna bocca da baciare
non c’era faccia in cui sorridere
non c’era voce d’ascoltare
e non c’era più nessun orecchio a cui dire:
“ma sì, ma dai, ma forse si può fare”

tanto valeva che mi compravo un cane"
— 3 settimane fa con 4 note
Hotel Messico: Adesso che sei stesa in questa ridicola bara di legno chiaro con un... →

Adesso che sei stesa in questa ridicola bara di legno chiaro con un angelo in rilievo sul coperchio,
(non ti hanno assemblata bene, le palpebre sono state invertite e l’orecchio destro dovrebbe essere più in basso),
finalmente posso amarti senza richiamare le forze dell’ordine,
gli assistenti sociali,
l’amministratore del condominio,
la tua vicina di casa,
la portinaia rumena,
e mentre i tuoi parenti mi abbracciano e dicono che lo troveranno quello che ti ha fatto questa cosa,
(sapessi con quanta convinzione ripetono “non è giusto”)
dico di fare presto a chiudere il coperchio,
prima che il nostro amore diventi vapore e si mischi al fiato dei presenti,
diventando per sempre colla.

— 3 settimane fa con 8 note
missfolly:

Helen Levitt: New York City, 2 kids dancing, ca. 1940

missfolly:

Helen Levitt: New York City, 2 kids dancing, ca. 1940

— 3 settimane fa con 8802 note
"Avevamo studiato per l’aldilà
un fischio, un segno di riconoscimento.
Mi provo a modularlo nella speranza
che tutti siamo già morti senza saperlo.

Non ho mai capito se io fossi
il tuo cane fedele e incimurrito
o tu lo fossi per me.
Per gli altri no, eri un insetto miope
smarrito nel blabla
dell’alta società. Erano ingenui
quei furbi e non sapevano
di essere loro il tuo zimbello:
di esser visti anche al buio e smascherati
da un tuo senso infallibile, dal tuo
radar di pipistrello."

Da “Satura” Xenia I

Eugenio Montale

— 1 mese fa
"se ti pare brutto essere lo scarabeo della merda, sappi che l’alternativa è essere la pallina di merda"
— 1 mese fa con 41 note
dovetosanoleaquile:

Diventeremo cenere.
Le più carine cipria. 
Massimo Cavezzali

dovetosanoleaquile:

Diventeremo cenere.

Le più carine cipria. 

Massimo Cavezzali

— 1 mese fa con 7 note
Daniela Ranieri: Angelus quasi novus →

Qualcuno, i più esperti delle cose ancora da nascere, i cercatori delle destinazioni, i non nostalgici, andrebbero volentieri nel futuro. L’ideale sarebbe fare balzi enormi, da fiera umana che si nutre di latte di batteria, di acido polverizzato, di silicio per endovenosa, passando da un anno all’altro, senza approfondire, senza necessariamente vivere o addirittura toccare la vita lì in basso; consumare lo spazio, sorvolare tutto e tutti, inspirare e con questa rincorsa d’aria farci una stagione, passare sopra maggio, giugno, luglio assorbendo lo spettro giallo che emana da terra, lì in basso, dove alacri umani che si accontentano tessono il futuro del prossimo maggio, giugno, luglio, che noi vedremo tra 9 minuti-uomo, il tempo di svoltare la curva di dicembre e di sporcarci le mani della porporina argentata di gennaio.

Ovviamente, per sperimentare questo tipo di vita futura, anzi di vita futurizzata, bisogna essere immortali. Altrimenti, la forma più completa di futuro, l’atto che solo, e sicuramente, e nel modo più totale e abbandonato ci può consegnare all’avvenire è il suicidio.

(da leggere tutto)

— 1 mese fa con 19 note
Poesie da decubito: Mucche →

*Poesia nella quale il poeta scafandra le pareti del cervello per ottenerne una grappa di cose

Imparo la malinconia muta
delle mucche
e degli altri animali
da sugo.

Succhio la vita
ma stai zitto imbecille
la vita non si succhia
non è né un calippo
né quel peggio
nonenné
quel porco che avete in mente
la subisco invece
la subo
sudo la vita residua
come un metalmeccanico al secondomila turno
quando la moglie torna
e non ha mica un amore eterno
no
ha una cosa tipo
tassotti
ma eterno
il bene stupido
che torna la sera e si presenta
per bene, stupido

me la merito la malinconia?
dove si pagano le tasse del bene assolto?
il mai, come si costruisce
un mai buono?

Imparo la malinconia,
suca,
le mucche
e gli altri animali
da muto.

— 1 mese fa con 5 note
"Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano"
W.S.
— 1 mese fa con 3 note
"Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età, razze e religioni: è la setta degli insonni, io ne faccio parte da dieci anni. Gli uomini non aderenti alla setta a volte dicono a quelli che ne fanno parte: ‘se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tv, studiare o fare qualsiasi altra cosa’. Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni. Il motivo è molto semplice; chi soffre d’insonnia ha un’unica ossessione: addormentarsi."
Titta Di Girolamo - Le conseguenze dell’amore
— 1 mese fa con 1 nota
"Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi."
Dove sei tu luce, è il mattino - Cesare Pavese
— 1 mese fa con 4 note